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Marchio

Conflitto tra marchio e denominazione sociale

Attualmente, un marchio notorio obbliga il Registro delle Denominazioni a respingere qualsiasi richiesta che entri in conflitto con lo stesso. Non è necessario analizzare quale attività intende svolgere il richiedente della denominazione sociale. Invece, quando il marchio non è notorio, il conservatore del registro può concedere la denominazione richiesta e solo se l'attività svolta con la nuova denominazione rientra nel campo d'attività coperto dal marchio si può richiedere la cancellazione della denominazione sociale. Questa è la soluzione adottata dopo la riforma della Legge sui Marchi e in seguito alle numerose raccomandazioni della Direzione Generale dei Registri, vista la parchezza della normativa in questo tipo di conflitti.

Marchi - Prodotti recanti un marchio immessi in libera pratica e assoggettati al regime di sospensione dei diritti di accisa senza il consenso del titolare del marchio - Diritto di detto titolare a opporsi a tale assoggettamento - Nozione di «uso in commercio»

Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 16 luglio 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale)

L’articolo 5 della prima direttiva 89/104/CEE in materia di marchi d’impresa, dev’essere interpretato nel senso che il titolare di un marchio registrato in uno o più Stati membri può opporsi a che un terzo assoggetti al regime di sospensione dei diritti di accisa alcune merci recanti tale marchio dopo averle importate nello Spazio economico europeo, senza il consenso di detto titolare, e averle immesse in libera pratica.

Si tratta di un’altro esempio che evidenza la limitazione del esaurimento del diritto al marchio funciona soltanto all’interno dello Spazio Economico Europeo.