Logo Piero Viganego

 

Iva Intracomunitario

La Corte di Giustizia della UE chiarisce la funzionalità accessoria del Sistema VIES.

Sentenza della Corte (Nona Sezione) del 9 febbraio 2017.

Sembra sia arrivato il momento per le aziende italiane di sollevarsi dalla pressione che hanno sofferto in questi anni da parte dell’Agenzia dell’Entrate nel richiedere l’IVA italiano su operazioni fatte con veri e propri operatori esuropei (non consumatori). La Corte ha chiarito che la Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, devono essere interpretati nel senso che ostano a che l’amministrazione tributaria di uno Stato membro neghi l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto di una cessione intracomunitaria per il solo motivo che, al momento di tale cessione, l’acquirente, domiciliato sul territorio dello Stato membro di destinazione e titolare di un numero di identificazione di imposta sul valore aggiunto valido per le operazioni in tale Stato, non è iscritto al sistema di scambio di informazioni in materia di imposta sul valore aggiunto e non è assoggettato ad un regime di tassazione degli acquisti intracomunitari, allorché non esiste alcun serio indizio che lasci supporre l’esistenza di una frode ed è dimostrato che sono soddisfatte le condizioni sostanziali dell’esenzione. Tale Direttiva, interpretata alla luce del principio di proporzionalità, osta del pari a tale diniego qualora il venditore fosse a conoscenza delle circostanze che caratterizzavano la situazione dell’acquirente con riferimento all’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e fosse persuaso che, in un momento successivo, l’acquirente sarebbe stato registrato in quanto operatore intracomunitario con effetto retroattivo.